a cura di Antonio Corona
[p. 42-45]
Yo sé
que el tierno amor escoge sus ciudades
y cada pasión toma un domicilio,
un modo diferente de andar por los pasillos
o de apagar las luces.
Y sé
que hay un portal dormido en cada labio,
un ascensor sin números,
una escalera llena de pequeños paréntesis.
Sé que cada ilusión
tiene formas distintas
de inventar corazones o pronunciar los nombres
al coger el teléfono.
Sé que cada esperanza
busca siempre un camino
para tapar su sombra desnuda con las sábanas
cuando va a despertarse.
Y sé
que hay una fecha, un día, detrás de cada calle,
un rencor deseable,
un arrepentimiento, a medias, en el cuerpo.
Yo sé
que el amor tiene letras diferentes
para escribir: me voy, para decir:
regreso de improviso. Cada tiempo de dudas
necesita un paisaje.
*
Io so
che il tenero amore sceglie le sue città
e ogni passione ha un domicilio,
un modo diverso di camminare per i corridoi
o spegnere le luci.
Io so
che c’è un portone addormentato su ogni labbro,
un ascensore senza numeri,
una scala piena di piccole parentesi.
So che ogni illusione
ha forme diverse
d’inventare cuori o pronunciare nomi
rispondendo al telefono.
So che ogni speranza
cerca sempre una strada
per coprire la sua ombra nuda con le lenzuola
quando si sveglierà.
E so
che c’è una data, un giorno, dietro a ogni strada,
un rancore desiderabile,
un pentimento, a metà, nel corpo.
Io so
che l’amore ha lettere diverse
per scrivere: me ne vado, per dire:
ritorno all’improvviso. Ogni tempo di dubbi
ha bisogno di un paesaggio.

Antologia 1982-2020, traduzione di Emilio Coco.
Sezione ispano-americana a cura di Cinzia Marulli e Mario Meléndez
In copertina, dettaglio dell’atelier-appartamento al secondo piano del Musée de Montmartre, in cui visse la pittrice Suzanne Valadon – ph. Antonio Corona (2025)
Luis Garcìa Montero (Granada 1958) è uno degli scrittori spagnoli più importanti della seconda metà del XX secolo. Inizia il suo percorso letterario nella corrente letteraria denominata “Altra Sentimentalità” che viene a rinnovare la lirica dei primi anni della democrazia, riallacciandosi alle proposte formulate da Antonio Machado; ben presto si converte nel leader generazionale della Poesia dell’Esperienza, tendenza dominante nella poesia spagnola e che suppone un allontanamento dall’individualismo e un maggior impegno con la realtà del cittadino comune, collegandosi alle circostanze socio-storiche. Tra le sue principali raccolte, ricordiamo: El jardín extranjero (1983), Diario cómplice (1987), Habitaciones separadas (1994), Completamente viernes (1998), La intimidad de la serpiente (2003), Vista cansada (2008) o A puerta cerrada (2017). Nel corso della sua carriera ha ottenuto riconoscimenti importanti come l’Adonais, il Premio Nazionale di Letteratura, il Premio Nazionale della Critica, il Premio Poeti del Mondo Latino (2010), il Premio Ramón López Velarde (2017) alla sua traiettoria o il Carlo Betocchi (2020). Cattedratico di Letteratura Spagnola nell’Università di Granada, attualmente in aspettativa, è, dal 2018, il Direttore dell’Istituto Cervantes.




