a cura di Rosanna Frattaruolo

(Menzione Premio Inedito Colline di Torino 2026)   

*
1.
Hai lasciato la bambina sul sagrato
per lavare le tue colpe e mendicare
salvezza. L’hanno trovata
con gli occhi arrugginiti, come le statue
che lacrimano sangue.
L’hanno spiata andare via
con la rugiada del tramonto.

Aveva corvi sulle palpebre socchiuse

e domani, forse, tornerà.

*
5. (Sanguinis effusione)

Dove sei,
bambina mia perduta, dove porti
la bocca sanguinante?
La tua sillaba è rimasta sul muro
come lo sterco del geco che mi abita:

hai perduto la parola
nella chiazza di neve.

Ma ricordi quando cardavamo
le penne degli angeli impastando
con loro carne e pane?
Filavamo le lenzuola
con la muta delle ali:
bende e sudari per coprire
l’indecenza degli astri.

Ora vediamo con lo sguardo spaccato,

siamo caduti nell’inferno del caso
senza cercarlo,
senza volerlo:

i nostri sogni sono torce nel vuoto.

E ricaviamo fili dagli steli delle calle

e li tessiamo con le mani nostalgiche,
ma torneremo a ricamare, forse,
per i sudari delle stelle?

L’ombra trema

sull’acqua che s’increspa:
uno sbuffo di vapore,
un respiro di saluto:

ci resta da filare
con la bile tra le dita,
ci resta
sanguinare
con la luce nella carne.

*
9.
L’utero-cielo, gabbiano ottenebrato,
si consacra allo squallore dell’alba,
un canto di mercurio mi ha spezzato le labbra
e la miscela si riversa
sulle piaghe dei seni:

mentre le palpebre erigevano i miei sogni
la vipera perdeva zanne nelle costole smunte.

E morso per morso, rimorso per rimorso
voglio rimuovere questi suoi denti
incarniti, voglio
le mani degli indefiniti, i germi delle bambole
e del dio carnevalesco.

E daccapo voglio dilaniare
le nuvole nelle pozzanghere

daccapo voglio penetrare il cielo.

E la mia bocca dice agli alberi:
“Nutriamoci di larve e specchi infranti,
di giorno raccogliamo frantumi,
di notte ci sfregiamo nel sonno”,

e l’orchidea
che non ho voluto più saziare
ingoierà il mio sangue
dalle radici insecchite.

Federica Nanci, nata a Catanzaro nel 1988. Dopo la laurea in giurisprudenza ho conseguito il dottorato di ricerca presso l’Università degli Studi Magna Graecia di Catanzaro e nello stesso ateneo ho lavorato come assegnista di ricerca nel campo del Diritto privato dell’economia. Attualmente lavora alle dipendenze del Ministero dell’Economia e delle Finanze presso la Ragioneria Territoriale dello Stato di Catanzaro-Crotone. Sanguinis Effusione, suo primo libro, riceve la mezione Premio InediTo-Colline di Torino 2026.

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