a cura di Rosanna Frattaruolo
(Primo Premio Inedito Colline di Torino 2026)
*
Memevivenza I
Vivi così & veri & vedi noi comunichiamo il corpo
articolazioni tendini nervi fasce muscolari irrigidite &
tavole per infrattare macchie forma mentis pubblicità
Rorschach sul davanzale decodifica ora profuma di te
papà ho consumato tutti i miei occhi sul kindle sono la
figlia mamma che non conosci difetto di comunicazione
Difetto di comunicazione papà tu avevi i disclaimer sullo
schermo dietro gli occhiali antiriflesso concentrati il grave
peso del marketing attanagliava orari spazi psiche Freud
Jung calati a fondo nel buio disordine il linguaggio la folla
concessa a Benveniste il segno dalla pagina alla pelle vero
termine per dirvi l’amore di figlia se la parola è un promo
La parola è un promo le gocciole ricordi papà per me per
te sorella a colazione fabbrica dei desideri favo obliquo di
interminabili ronzii di radio & cellulari & vecchi modem
rigenerati allora non eravamo che felici allora non c’erano
i pini neri morti i pini che nella coscienza pungono anche
la luna lunga luna sudata nell’estate così bella
Nell’estate così bella andare & tu papà nel sogno della
figlia senza pini & tu mamma che conoscevi solo i
lamenti buoni & tu sorella che non conoscevi gli uomini
distesi sopra i colli tersi a fare male molto come una
generazione ricucita a framework forma & testura le
bambine corrono in bicicletta rose da tutto ciò che arriva
Da tutto ciò che arriva & arride a un tempo colorato rosa
confitto tra le scapole nelle foto di marinai con piccole
navi tra le mani il mare destino indulto karma dentro il
calice della festa dei paesi & un ospedale grande quanto
il mondo si diverte a cancellare i brogli dei poeti papà tu
non vedi questa tua figlia che vorrebbe esistere anche
*
Gocciole
come tutte le c ose si assomigliano & assottigliano così noi
nel verso che finisce avremo fine & pioggia o no sarà la
stessa solfa delle altre cose che affamano & affinano che il
mondo assonna sopra i numeri imbiancati del respiro tra le
cose che si annunciano & annotano la stessa riga che non
sfrega il freddo duro stelo del dettato inverno in gola come
tutte le cose si arrendono & arrembano come tutte le cose
si ammassano & ammazzano così noi alla fine del verso
avremo una tempesta sero nella sera serena luna nella notte
di bruma come tutte le cose si assiderano & assimilano
come nella temperata modo io son cantava io son
avvezione & avvizzita cicala che mi canti condensazione &
dew point come tutte le cose si appuntano & appannano
così noi il primo verso avrà le mani respirate i sogni dei
campi sotto i tigli freschi della frontale galaverna come
tutte le cose si addensano & addentano nella superna sera
dolce dolcissima serena io che parlavo & parlavo & parlavo
come tutte le cose si accendono & accecano così noi
quando verso la nottola inversione termica respira piano
finché noi siamo non siamo non vogliamo dolcissima mia
che ti chiamo ti adoro la cicala della nuca come tutte le cose
si attendono & attendano come tutte le cose si avverano &
avvengono come tutte le cose si azzimano & azzerano così
noi
*
Memevivenza II
Che storia avremmo fatto papà su Instagram usavi tutte
le app ai nostri boomer rimettendo preci di neve mamma
& tu nel mood di morte intabarrata i pini come biscotti
come gocciole sciolte nell’afa bianca i pini che pungevano
fino al sangue mani & braccia non potevamo restare
perché l’aria mancava di memoria era non essere noi
Non essere noi ma cosa finalmente essere poi mi hai
chiesto io non sapevo spingere il climax fino alla
comprensione delle bende lei nel letto & tu compresso
& tu papà che già morivi & tu sul cellulare mamma
fingevi di scrivere ma WhatsApp aveva queste frasi fatte
sasasasdlkjasdhjn aasdnm asdnasdjkl fngfh sdfhsdfoi dfd
Fngfh sdfhsdfoi dfd o avresti scritto urlo percosse stupro
avresti rigirato i pini nel verso opposto all’orizzonte papà
come riguardi i colli sudati nel tempo delle gocciole
insanguinate molli inzuppate mamma tu sonno gattesco
che immagini bisogni di Maslow diritti inappropriati non
l’amore regge il mondo né il sesso solo l’aria in cui siamo
L’aria in cui siamo immersi la nostalgia pendeva dai rami
nella patetica considerazione di rimorsi & torti altrui tu
nel claim terroristico delle stazioni meteo tu sorella nel
tempo che svuota le radici & le interra tu anaforico meme
straziato contro i pini dicesti un giorno mamma ho fame
noi ricordiamo & tu papà piangevi tutti gli alberi fuori
Piangevi tutti gli alberi fuori tempo che scorri storia dopo
storia frantume gleba sfrangiata che la memoria sfasa
mema con le battute le risate i porri quando eravamo
bambine & ci portavi a vedere il tennis club con le palline
fluorescenti dunlop lo ricordi mamma tu non ci volevi
andare ora sappiamo cosa dire e non possiamo amarci
Anna Laura Comes, originaria di Bari, riceve per la raccolta Il sangue parlato il primo Premio InediTo-Colline di Torino 2026.
foto di copertina da web




