“Fegato in cartolina” di Rosanna Frattaruolo

nota di Gabriella Dario


La lettura di Fegato in cartolina, je vais te dire un secret (Il Convivio Editore, 2024) restituisce l’impressione di una scrittura fortemente meditata, in cui l’organizzazione testuale e le scelte lessicali sembrano governate da un principio di rigoroso controllo. Un fiume che scorre dentro argini stretti e consapevoli. Ne emerge un registro non scontato, antinarrativo, stratificato, nel quale confluiscono materiali diversi e sovrapposizioni di prospettive, e in cui l’Io resta sempre indefinito, instabile, multiplo, impersonale.

Mi viene in mente Jerzy Grotowski, regista polacco del teatro d’avanguardia del Novecento, quando sosteneva che il flusso della creatività, per esprimersi pienamente, ha bisogno di passare attraverso una forma rigorosa, una partitura fisica controllata. Ciò che può apparire come un ostacolo alla spontaneità diventa in realtà ciò che permette, attraverso regola e disciplina, l’emersione più intensa dell’organicità della vita.

Anche questo testo, in un certo senso, chiede uno sforzo di comprensione non immediato: per avvicinarsi al suo senso bisogna sostarci a lungo. Non cerca una lettura rapida o risolutiva, ma esige un accesso lento, richiede tempo, ritorni e una certa disponibilità a restare nel testo senza volerlo chiudere subito in un significato.

Ci sono poesie che funzionano per illuminazione istantanea, anche quando non sono del tutto comprese. Qui invece il senso non si offre così: si costruisce per sedimentazione, attraverso un’esperienza lenta. Non si tratta di un difetto, ma di una diversa modalità di accesso. E forse è proprio in questa postura che il testo trova la sua forza e la sua bellezza: in questa resistenza che non si risolve, ma continua a lavorare dopo la lettura. Non lascia una risposta, ma una traccia attiva, qualcosa che resta in sospeso e continua a interrogare.


Estratto dal libro

                                                                    10 agosto notte di stelle cadenti gechi volanti e cani passanti
les yeux


v
mi pare di camminare su zucchero di canna oggi
la dolcezza ha sempre un prezzo
la dipendenza da saccarosio è scientificamente provata
voglio morire obesa d’amore

*
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Rosanna Frattaruolo, laureata in Economia, nata a San Giovanni Rotondo, dalla Puglia si trasferisce in Piemonte dove attualmente vive a Rivarolo Canavese, occupandosi di consulenze fiscali.
Nel 2017 la sua prima pubblicazione Fragile, edizioni LunaNera.
Alcuni dei suoi testi poetici, racconti per l’infanzia e interventi sono pubblicati in antologie e blog letterari, riviste e quotidiani tra cui La bottega della poesia, la rivista online Arenaria diretta da Lucio Zinna, Atelier, La Poesia e lo Spirito, Circolare Poesia, Niedergasse, La parole di FedroL’estroverso ecc
Dopo aver intervistato alcuni protagonisti significativi del panorama artistico, letterario e delle arti figurative in genere, dal 2019 al 2023 è stata redattrice nel blog di letteratura larosainpiu, curando la rubrica In poesia.
Dal 2020 al 2023 nell’ambito dell’associazione culturale Periferia Letteraria ha collaborato nell’organizzazione e realizzazione di eventi culturali.
Ha cofondato e cogestisce con Antonio Corona il litblog Il Tasto Giallo.
Cura per il lit-blog Di sesta e di settima grandezza le rubriche Per fare un libro ci vuole un fiore. Consigli di lettura Le città invisibili.
Ha all’attivo postfazioni, saggi e studi critici in ambito di letteratura poetica (La Vita Felice, Atelier, Incroci, ….).
Nel 2021 pubblica la plaquette Le case con gli occhi verdi, Babbomorto edizioni e nel 2022, a quattro mani con Rosanna Spezzati, Decostruzioni e ricostruzioni –Esercizi allo specchio con RP libri.
La raccolta Fegato in cartolinaje vais te dire un secret, da inedita, dopo la Segnalazione al Premio Montano 2022 e il Premio della Critica all’InediTO Colline di Torino, riceve il 1° premio al Concorso Il Convivio, e viene pubblicata con Il Convivio editore nel 2024; da edita ha conseguito il 1° posto al Premio Arcore 2025, il 3° posto ai concorsi Mesagne (2024) e Sygla-Chiaramonte (2025), il Premio della Critica al Premio Città di Sassari ed è nella decina finalista a Premio “Poesia del Mezzogiorno”, oltre a premi speciali, segnalazioni e menzioni in diversi altri premi, tra cui il “Lorenzo Montano” nel 2024.
Fuguruma – bozzetti per profili informi, pubblicato con Arcipelago itaca nel 2024, ha ricevuto, da ancora inedito, il 1° premio al concorso Lago Gerundo 2025, il 2° Premio InediTO Colline di Torino nel 2024, il 3° al Concorso “Ilglomerulodisale” 2025 e Menzione Speciale al Premio Lago Gerundo 2024.
Altre sue poesie e raccolte inedite hanno altresì ricevuto riconoscimenti, tra cui: 1° premio Gozzano 2024 (silloge), 1° Premio Lucini 2025 (poesia singola), Premio della Critica San Domenichino 2025 (poesia singola), Finalista al Premio Gozzano 2022 e ai Premi Cairoli 2025 e Poeti Oggi 2025 con poesie sillogi inedite o poesie singole.
È/è stata membro di giuria in diversi concorsi poetici e letterari, tra cui: “Premio Sygla Chiaramonte Gulfi” (nel 2024) ed è membro del Comitato di lettura del Premio “InediTo – Colline di Torino” dalla XXIV edizione.


Dario Gabriella (Udine 1962). Risiede a Torino dal 1985 dove sceglie di vivere dopo gli studi universitari.
Appassionata di teatro fin da giovanissima, partecipa come attrice a numerosi progetti in rassegne e festival in Italia e all’estero, trasferendo successivamente questo suo amore nella professione di insegnante di teatro e di letteratura per l’infanzia nei Laboratori Creativi dei Servizi Educativi della Città di Torino.
Nel 2011 pubblica due libri con la Fondazione Alberto Colonnetti di Torino dedicati all’infanzia scrivendo il testo e le illustrazioni Occhi latte macchie e sogni… e Le figure dell’impasto. Con Tripla E ha pubblicato il testo teatrale I treni che non abbiamo preso sono fermi nell’erba alta (2025).
Finalista al Premio InediTo-Colline di Torino 2025 con un estratto dalla raccolta inedita Se non vivi sotto un sasso, nel frattempo pubblicata con Edizioni Tripla E.

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