a cura di Rosanna Frattaruolo
[p. 82-83]
[6] La poesia è in quanto poesia oscura, e oscura perché è poesia. Con ciò, con questa oscurità congenita mica intendo però quei cozzi lichtemberghiani di libri e teste dei lettori ove non sempre suona vuoto il libro; al contrario, la poesia vuol essere compresa: come poesia, come “buio poetico”. Ogni poesia reclama dunque comprensione, voler comprendere, imparare a comprendere.
[6] Das Gedicht ist als Gedicht dunkel, es ist dunkel, weil es das Gedicht ist. Darunter, unter dieser kongenitalen Dunkelheit verstehe ich freilich nicht etwa jene Lichtenbergschen Zusammenstöße von Büchern und Leserköpfen, bei denen es nicht immer vom Buch her hohl klingt; im Gegenteil, das Gedicht will verstanden sein, es will gerade, weil es dunkel ist verstanden sein -: als Gedicht, als «Gedichtdunkel». Jedes Gedicht erheischt also Verständnis, Verstehenwollen, Verstehenlernen.

In copertina, opera di Renato Fancellu, presso Ristorante Giamaranto, Sassari, ph. A. Rienzi
Paul Celan (Czernowitz 1920 – Parigi 1970), poeta rumeno di lingua tedesca e di origine ebraica, scampato allo sterminio nazista, visse dal 1948 a Parigi, dove morì suicida. È considerato uno dei massimi lirici del ventesimo secolo; le sue opere sono tradotte in venti lingue




