a cura di Rosanna Frattaruolo

Serie II – n. 3 – dicembre 2025, pp. 154

Il numero speciale della rivista Avamposto, dedicato a Lorenzo Calogero, presentato in anteprima, nell'ambito della rassegna "Oggi presentiamo" a Torino 13 dicembre 2025. Riccardo Deiana in dialogo con il cofondatore della rivista, Sergio Bertolino.
Evento a cura dell'associazione Vivere d'Arte.

«Avamposto», nella sua versione cartacea, nasce alcuni anni fa con l’intento di approfondire e rivalutare l’opera e l’eredità culturale di Lorenzo Calogero (1910-1961). Il numero monografico che la rivista giunge oggi a presentare a lettori, appassionati e studiosi chiude dunque idealmente un cerchio e si pone come un 𝑢𝑛𝑖𝑐𝑢𝑚: sia nell’essere progettualmente e interamente dedicato al poeta calabrese, sia per la varietà e qualità degli interventi saggistici offerti nella prima parte del volume, sia per la ricca scelta di testi calogeriani che costituiscono la seconda parte, strutturata non al modo di un’antologia cronologica ma piuttosto come una prospettiva di lettura – una proposta di letture, molteplici: una sorta di libero compendio che attinge a un corpus estremamente vasto, discontinuo e in larga misura ancora inedito o pressoché irreperibile e sconosciuto.

Con approcci e strumenti di analisi diversi, le scritture critiche raccolte in 𝑈𝑛𝑜 𝑠𝑝𝑒𝑐𝑐ℎ𝑖𝑜 𝑑𝑖 𝑠𝑎𝑙𝑣𝑒𝑧𝑧𝑎 sono accomunate dalla volontà di liberare la figura e l’opera di Lorenzo Calogero dal labirinto di equivoci in cui continuano a trovarsi rinchiuse, in parte a causa del tormentato percorso esistenziale e dei meccanismi di difesa e auto-occultamento, autosabotaggio, da egli stesso messi in atto, in parte per le fuorvianti modalità del “caso letterario” esploso all’indomani della sua morte, che hanno pesantemente condizionato la ricezione di una voce lirica di complessa definizione, all’apparenza estranea al canone italiano novecentesco (Sergio Bertolino, 𝑁𝑒𝑙𝑙’𝑖𝑛𝑓𝑖𝑛𝑖𝑡𝑎 𝑙𝑎𝑣𝑎). Il nodo cruciale di una 𝑖𝑚𝑝𝑢𝑏𝑏𝑙𝑖𝑐𝑎𝑏𝑖𝑙𝑖𝑡𝑎̀ e una 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑜𝑏𝑒𝑙𝑙𝑒𝑧𝑧𝑎 radicalmente vissute – subite, più che perseguite –, e costitutivamente antitetiche a qualsiasi logica editoriale e posizionamento sociale, sono al cuore degli approfondimenti di Roberto Portas (𝐿’𝑎𝑢𝑡𝑜𝑚𝑎 𝐶𝑎𝑙𝑜𝑔𝑒𝑟𝑜, di taglio dichiaratamente filosofico) e di Riccardo Deiana (𝐶𝑎𝑙𝑜𝑔𝑒𝑟𝑜 𝑝𝑜𝑒𝑡𝑎 𝑎𝑠𝑠𝑒𝑛𝑡𝑒, 𝑝𝑜𝑒𝑡𝑎 𝑠𝑐𝑎𝑛𝑑𝑎𝑙𝑜𝑠𝑜, che sviluppa le sue considerazioni a partire da un’acuta indagine fra i carteggi dei poeti e poeti-editori contemporanei). Teresa Martino, partecipe dei luoghi di vita e da lungo tempo studiosa del poeta, ne fornisce una preziosa testimonianza dall’interno («𝑀𝑎 𝑐ℎ𝑖, 𝑖𝑙 𝑝𝑎𝑧𝑧𝑜?». 𝑈𝑛 𝑟𝑎𝑐𝑐𝑜𝑛𝑡𝑜 𝑚𝑒𝑙𝑖𝑐𝑢𝑐𝑐ℎ𝑒𝑠𝑒); Gisella Blanco enuclea i temi principali della sua poetica, riferendosi – anche per opposizione – ad alcuni protagonisti della poesia del secondo Novecento e oltre (𝐿’𝑎𝑛𝑔𝑒𝑙𝑜 𝑒 𝑖𝑙 𝑓𝑎𝑛𝑐𝑖𝑢𝑙𝑙𝑜. 𝑆𝑢𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑜𝑒𝑡𝑖𝑐𝑎 𝑐𝑎𝑙𝑜𝑔𝑒𝑟𝑖𝑎𝑛𝑎), Giovanna Menegùs ne esplora la componente visionaria, e le ascendenze dantesche (𝐿𝑎 𝑐𝑢𝑠𝑝𝑖𝑑𝑒 𝑠𝑝𝑙𝑒𝑛𝑑𝑒𝑛𝑡𝑒. 𝐶𝑎𝑙𝑜𝑔𝑒𝑟𝑜 𝑣𝑖𝑠𝑖𝑜𝑛𝑎𝑟𝑖𝑜).

​Le illustrazioni, come di consueto, portano la firma di Luca Tommasi.


Tristezza

Tristezza che si assola
per diventar più piena
per saper parlare.

*

Essenza del poeta

Sono il solitario origliere
di ciò che dorme.
Perciò scrivo
colla tacita mano,
l’occhio rivolto ai sonni.

*

Sapevo, e per virtù ridotta
non giunse mai nessuno.
Ora era calmo l’ordine, l’ardire
sopra uno sghembo tondo
che tagliò il viso d’autunno
sopra un trono.
Non hai mai visto
nulla di simile nella tua vita
oltre un contadino che, oltre le sue terre,
numerò la febbre e il pube tuo
sulle tue dita, come un tuo racconto.
Nulla era vero o questo fu vero
e fu come un intoppo.
Hai la sagoma alata densa della vita
o questa fu la strana, forse,
la strana origine del mondo.

*

Testi selezionati da Avaro nel tuo pensiero (Donzelli, 2014), Opere poetiche I (Lerici, 1962), Parole del tempo (Donzelli, 2010), Poesie (Rubbettino, 1986)


Lorenzo Calogero nacque nel 1910 a Melicuccà, in provincia di Reggio Calabria. Laureato in Medicina e Chirurgia, esercitò la professione in maniera discontinua. Provò a stabilire contatti con poeti, riviste ed editori importanti ma senza successo, mentre la scrittura prendeva sempre più la forma di un destino e di una vocazione assoluti. La sua fu una vita interiormente tormentata e ossessionata dal pensiero della morte. Dopo due tentativi di togliersi la vita (1942 e 1956), si spense in circostanze mai chiarite nel paese natale. Il 21 marzo 1961 fu visto per l’ultima volta dai vicini di casa; il suo cadavere venne scoperto il 25 marzo, steso sul letto della sua camera. Nel 1962, anno di pubblicazione del primo volume delle Opere poetiche (Lerici), scoppiò un vero e proprio caso letterario e C. fu salutato come un nuovo Rimbaud. Poi, all’improvviso, nuovamente l’oblio. Nel 2013, un progetto di traduzione delle sue poesie (An Orchid Shining in the Hand: Selected Poems 1932-1960, a cura di J. Taylor) vinse il Premio dell’Academy of American Poets.*


𝐏𝐞𝐫 𝐩𝐫𝐞𝐧𝐨𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐩𝐢𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐯𝐢𝐬𝐭𝐚 𝐜𝐚𝐫𝐭𝐚𝐜𝐞𝐚, 𝐬𝐜𝐫𝐢𝐯𝐞r𝐞 𝐚𝐥𝐥’𝐢𝐧𝐝𝐢𝐫𝐢𝐳𝐳𝐨 𝐞𝐦𝐚𝐢𝐥 𝐚𝐯𝐚𝐦𝐩𝐨𝐬𝐭𝐨𝐩𝐨𝐞𝐬𝐢𝐚@𝐠𝐦𝐚𝐢𝐥.𝐜𝐨𝐦

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