a cura di Rosanna Frattaruolo

Che dire degli esempi di purezza
dell’infanzia nostra di oppressi,
le madonne della neve, i miracoli del pruno
che incandida puntuale a dicembre, i santi fanciulli 
dall’incarnato d’ostia, anche in plenilunio 
insensibili alle tempeste delle pelvi
e il velo immacolato delle promesse
avvolte in metri di tulle
il loro sguardo solo in apparenza virginale,
l’abito asettico delle crocerossine 
l’anestesia del bianco e le candide, sterili bende
a nascondere la suppurazione delle ferite.

Il bianco della menzogna e della privazione del colore.
E ancora oggi il pallido odore del giglio 
appare oscenamente doloroso,
la neve appena scesa si mischia al fango
solo la pagina bianca conserva qualcosa di puro
pronta al sacrificio, alla fioritura della parola.

(inedito)


in copertina: intervento fotografico di Rosanna Frattaruolo su Nuda di Giacomo Grosso, olio su tela, mostra Ottocento, Gam Torino.

Franco Canavesio, è nato a Torino nel 1949, dove vive. Ingegnere di professione, dopo una lunga frequentazione come autore e lettore, e diverse pubblicazioni antologiche, giunge alla pubblicazione del suo primo volume di poesie con Custode del giardino (Ed. Aurora Boreale, 2019), con prefazione di Mario Marchisio. Suoi versi sono ospitati con regolarità nel foglio di poesia Amado mio. Nel 2020 pubblica a quattro mani con Mario Parodi la raccolta 70 e sentirli a ritmo di swing (Ed. Impremix)

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