a cura di Rosanna Frattaruolo

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Dice sia inoltrata la penna, il suo scavo, ora il suono
della vita che è, che viene, è in te, meraviglia
così distanziata dalle idiosincrasie di questo mondo,
di questo tempo, chiama ancora per nome,
per quel poco che sono, che cerco, e guarda
forse al chiarore di certe cose appese, là
dove tutto rifulge e casa si fa un puntino piccolo,
a tratti una significazione, oltre le scuri è l'oleandro,
tra il rododendro e la rosa, ricorda lì a due passi te,
certo un lascito, forse, di questa vita, di un domani
un quadro o un’immagine che a me perviene,
un crogiolo di luci e calore, un effluvio e poi la quiete,
la simmetria precisa, regolare, di certo l’increspatura
e il venire meno delle cose, suo il farsi lieve,
il dirsi, è quest’età la voce
e l’immagine, tua, e il tocco, il garbo
di nostra provenienza.

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Morire per come viene, a tratti,
al mondo, è dire lo sguardo, saperlo
prossimo, così essere canto,
di questo secolo, della sua brina,
e le nebbie, un sapersi così tra i giorni,
i mesi, gli anni e l’audace volo,
la mestizia, l’irruenza dei tuoi anni,
il lesto volgere al termine delle stagioni,
breve il passo. Diranno che altrove
la vita è sparsa, qua ricordo il vagito,
il primo richiamo, l’amore allo sguardo,
mio figlio, e le braccia, e queste mani
che ora si fanno, che tendono, che fanno
sera e fuori il crepuscolo dirada il giorno,
si fa canto, nenia, altro è il suono
dell’officio, dell’operare, anche se torno
a te, a queste mani, che è darsi all’universo.
Ti abito come abita in me la parola
e il seme, di te che non conservi,
non custodisci, che magra la consapevolezza,
il proliferare dei vocalizzi, a cosa porto lustro,
a chi giova, questo seguire a iosa, a scrivere
che a conoscere che la posta da dire sia alta,
a sera chiama che passi, che mi sorprenda,
ci benedica.

*
Al cospetto chiedo che faccia luce, persino
la notte è un faro, guarda queste strade
e questi ciottoli là dove conducono
lì tra i due fiumi e gli argini, a fondo valle,
scorti come una tregua, una fenditura,
si è certo come la notte, come una parentesi,
che di certo muove la scrittura,
e basta poco per sapermi a te complice,
un poco avvezza allo scavo, e nascere
per come sono nata, forse poeta, è credere
uno sguardo possibile, un pertugio, tra l’agave
e il pervinca, il glicine viola cadere,
su questi occhi che si adombrano, perché
dove siamo è terra e cielo questo universo
che dal passato torna, reclama,
vieni anche tu, come d’altronde lei, che ieri
è mancata, e ha nome che tutto conosce,
riempie, madre, che ora guarda al tempo
che accolgo tra queste braccia, e mi fa piccola,
quasi insignificante, questa vita
che mi appartiene, che è Dio.

Giada Giordano (Roma, 1989). Suoi testi sono apparsi su lit-blog, riviste online e cartacee, testate giornalistiche: “Atelier online”, “Voce Romana”, “Euterpe”, “Patria e Letteratura”, “Poetarum Silva”, “Our Poetry Archive”, “Galaktica Poetike Atunis”, “Arcipelago Itaca blo-mag”, “L’Astero Rosso, luogo di attenzione e poesia”, “Fara Poesia”, “Poetrydream” di Antonio Spagnuolo, “L’Altrove – Appunti di Poesia”, sul “Journal of Italian Translation” dell’Università di New York, “Periodico de Poesia” dell’Università del Messico, “Gradiva. International Journal of Italian Poetry” con sede a New York, “Il Detonatore” a cura di Matteo Fais, Rivista Internazionale “Il Convivio”, “La Repubblica” di Bari, ABC DEA SABINA (sito web della SABINA e della Campagna Romana e Reatina), “Periscopio”. Un suo componimento figura negli Archivi del Centro Nazionale Studi Leopardiani. Alcuni testi poetici sono stati tradotti in polacco e in spagnolo (dal Centro Culturale T. Modotti) e pubblicati su riviste in Germania, Spagna, Egitto, Bangladesh, Tagikistan, India, America.
Finalista in vari premi di poesia: Tea Poetry 2015, Premio Belli 2016, Premio Mario dell’Arco 2017, Premio Versus Sulmona 2017 e Premio Arcipelago Itaca 2017.
Per la narrativa suoi testi figurano sul Periodico di Informazione e di Attualità di Teramo “Navuus”, su “Morel – Voci dall’isola” nel mese di Dicembre 2025, su “Le Parole di Fedro” a cura di Sergio Daniele Donati, e su “Suite Italiana”.
Ha ricevuto Menzione di Merito per essere tra i migliori Laureati Italiani in Camera dei Deputati dallaFondazione Italia USA. Le è stato conferito il “Premio Agape Caffè Letterari d’Italia e d’Europa 2025”, premio assegnato a diverse personalità del mondo della cultura e del giornalismo. Le è stato inoltre conferito il Gran Premio della Giuria nella sezione Poesia Inedita del Premio Nazionale “Ossi di Seppia 2026”.

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