a cura di Rosanna Frattaruolo
(finalista Premio InediTo Colline di Torino 2026)
*
I
da Dal deserto
Mi è apparsa in sogno la ragazza
con una nube tra i capelli, il viso
come offuscato, gli occhi pesciolini
di fuoco, il cuore
sempre a un soffio dalla morte.
Mi parlava su di un letto di libri e salmi
imparati a memoria
da bambina – mi diceva –
credevo ai prodigi nella radio
e ascoltavo immaginando i canti nel buio
tra le bocche degli angeli.
Così pronta a morire ancora
mi accosto alla porta
e appunto le tracce
che lasciano gli spiriti.
*
Non sempre chi non ha maestri
ha per maestro il diavolo.
La voce, è vero, a volte si leva dal deserto
la polvere divampa nella gola e promette
di estinguere la sete, invece
ci lascia disseccati e storti, a volte
è vero, camminiamo sulla nostra vita
come su un campo incendiato
ma non sempre chi vuole un maestro
vuole per forza Dio
aprire la vena sai può essere
l’unico modo per far piacere a un padre
toglimi la vita
tu che non mi hai dato la pace per viverla
*
II
da All'origine
A volte il silenzio la stringeva
senza preavviso, la voce si chiudeva
nella gola. Sapeva già leggere al tempo,
e scriveva perfino il proprio nome
tra le righe.
Accarezzare un animale era l’unico rimedio,
sporgersi da un buio a un altro buio
fino a immaginare una notte comune,
dove le lingue non erano lontane.
Anche non mangiare dava i suoi frutti
senza volerlo scopriva precoce il vuoto
sulla bocca dei santi – amputazione
dal mondo, affinamento estremo.
C’era sempre un punto in cui il corpo
reclamava la vita.
Da quale oscuro luogo
vengono le parole.
*
III
da L'invisibile
Anche se la terra ci murerà un giorno la gola
e le sterpi ci cuciranno le labbra
anche se la pelle si sporgerà, di colpo, all’evidenza
di cosa conclusa, e non troveremo
l’argento nelle ossa
non ci solleveremo a camminare,
nessuna brace sotto la lingua si spalancherà
per parlare nel fuoco
anche se avremo prova soltanto di una secchezza mortale
finché la vita ci accerchia
tu scrivi, amica mia, aspetto ancora la tua lettera
casa
è la parola che scagliamo lontano
più lontano di noi.
Giulia Oglialoro ha studiato Storia dell’arte e lavorato per riviste specializzate in arti visive. Nel 2025 è stata selezionata per la residenza di scrittura “Tra Scilla e Cariddi”, diretta da Ermanno Cavazzoni e Mario Valentini; i racconti ideati durante la residenza sono in corso di pubblicazione per Quodlibet. Nel 2024 ha pubblicato la novella Le stelle nere (Industria&Letteratura), Premio Ceppo Under 35. Un suo racconto è incluso nell’antologia Biassanot. Racconti della notte (Battaglia Edizioni, 2023). Nel 2021 ha presentato il progetto di fotografie e testi poetici I luoghi che siamo presso la Casa degli artisti di Milano.
È inoltre autrice e co-regista del documentario lirico L’oceano intorno a Milano. Conversazioni con Milo De Angelis, presentato al Filmmaker Festival nel 2022 e in altri festival internazionali.
Suoi articoli, racconti e prose poetiche sono apparsi su riviste cartacee e online (Grado Zero, Argo, Poetarum Silva, In allarmata radura e L’Appeso, sono alcune). Nel 2026 ha vinto il concorso Esordi di pordenonelegge con la silloge Copia dal vero (La Gialla – Samuele Editore).
Con In nessun luogo ancora è risultata finalista al Premio InediTo-Colline di Torino 2026.




