a cura di Rosanna Frattaruolo

(Finalista Premio Inedito Colline di Torino 2025)  

*
Decifrazione

Dal primo gradino 
s'intravedono il viola
e il bianco sporgersi
indiscreti nel cavedio
È solitudine d'acqua 
questo mutismo inverdito 
sul muro - tremulo 
fino all’assillo
I raggi concilianti 
non invadono 
gli incavi coni di buio
fra penduli racemi

criptici come segreti

*
Istinto materno

Ancorando il nasturzio 
alla grata 
si fa punta tacita il verso 
sigillando parlottii 
di densità mineraria 
a tu per tu negli istinti
In bella posa una tortora 
(adoperata a custodire fichi)
tuba lasciti d'assenza
tra cordoni ombelicali 
stesi ai i rami

Velleitaria una crespa
si adonta


*
Dissolvenze

E conservo il segno 
per quando addendi 
assortiti ai vivi 
si sommeranno 
in un vacuo allontanarsi 
di sferiche riprese 
Scortese il sopraggiungere 
nei luoghi 
il netto rifiuto
l'affamato desiderio
di chi non ha più tempo 
per pentirsi

Argine al mio soffrire 
una pellicola francese

Carla Forza, nata in Toscana nel 1964, dopo la maturità classica si è laureata in Filosofia della Storia all’Università di Pisa. Attualmente vive in Lombardia e lavora, come docente di Materie letterarie, in un Istituto tecnico.
Figura tra gli autori delle Antologie dei Premi Rebèlde (Catartica Ed. 2023), Voci dai Murazzi 2024 (Genesi Ed.), Le Occasioni (2024), Ossi di seppia (2025) e dell’Agenda poetica Ed. Ensemble 2024. Suoi testi inediti sono comparsi sui seguenti blog/riviste online: L’Altrove – Appunti di poesia, La rosa in più, Margutte, Argo, Periscopio.
Grandina disgrazia e noi restiamo ciechi è la sua silloge d’esordio (4 Punte Ed. 2024) presentata a Roma alla Fiera Più libri più liberi.
È risultata finalista al Premio InediTo-Colline di Torino 2025 con un estratto dalla raccolta inedita Concrezioni d’ozio.

In voga