a cura di Rosanna Frattaruolo
(Primo Premio Inedito Colline di Torino 2025)
*
antigone, testamento
io donna nel mio ventre sottile
spezzerò questa catena micidiale
perché antigone è il mio nome
nata al posto di un altro.
fratello, levigherò questa crosta di
sangue e fango fino a restituirti
un volto, e soffierò nei tuoi polmoni
tanta vita, per quanta sciagurata colpa
è sopravvivere ai morti, portarli
come d’inverno nelle vene un canto
di passeri sepolti nella neve
*
kāngdé
c’è voluta intera la vita a divenire un uomo
appreso il peso del corpo perdere i fili uno a
uno. del fantoccio ammucchiato all’angolo
rimane il sorriso sghembo, lo slargo
dell’occhio scucito dalla luce.
quanto tutto è reale adesso, che anche l’aria
potresti toccarla, e nulla più a lungo
trattenere. la frana dei sensi cede calore
alla terra. ne drena la linfa, non rimargina
*
gyokuon-hōsō
il passo è quello dell’ultimo miglio
un lento biascichio di sassi
l’uniforme allo schienale ha ceduto
tutto il rigore, orfana del dio uscito di scena.
ma questo è l’uomo, e parlerà.
possa la voce resistere alla notte
calare sui feriti a morte come
un velo sulle stanze sventrate dalla luce
*
vajont
l’invaso ingravida la valle, singhiozza dalle crepe
non date da bere al monte marcio.
il versante dai piedi d’argilla
slitta. sappiamo ormai
le scosse, le strade palmo a palmo
sconnesse, le fondamenta fradicie. chiniamo
le schiene al tramonto sotto i larici
dove l’acqua che regge il monte gli erode
il fianco. mentre già ci trascina un vento denso
a svanire. e il monte non cessa di cadere
*
la donna stambecco
la s’indovina di notte dal biancore
della schiena, quasi un’altra concrezione
calcarea o formazione lattescente.
ma trascorre oscuramente nella coltre che
s’allenta e cede quando inarca
la fionda dei tendini ed è nuda la donna
stambecco ora spicca non resta che la scia
dei cristalli di salgemma e come brilla
lassù in alto il precipizio
Loriana d’Ari vive a Genova, dove lavora come psicoterapeuta. Ha pubblicato su diverse riviste e blog letterari, e ricevuto riconoscimenti in occasione di vari concorsi, tra cui il premio Gozzano, Bologna in Lettere, Poesia di Strada e la segnalazione per la raccolta inedita al Montano. La sua silloge d’esordio, silenzio soglia d’acqua, è risultata vincitrice del VI premio Arcipelago Itaca per la raccolta inedita (opera prima). La sua raccolta Dei vivi e dei morti ha ricevuto il primo Premio InediTo-Colline di Torino 2025.





