a cura di Rosanna Frattaruolo

da Senza riparo  

Esuli in cammino

Ventisette marzo e una primavera
intera da vivere.
Nella strada avara di alberi
una smorfia di paura
l'aria espirata getta un altro enigma.

La mano ancora bella
protegge la parola,
le lacrime finiscono
nella pozzanghera della tua via.

L'esercito dei pellegrini tace
offre il fresco confine
dell'ora felice

13 agosto 2022

*
da Boristene

Cospargere di grigio il cielo
ossa di rami come ali
il labbro spaccato,
mi hai riconosciuto
su una montagna di carcasse.

Entrato nella notte
gli occhi bruciano
mine lungo il binario morto
un grido di tempesta
un unico battito.

Correva sul balcone
nella casa di fronte
la bambina vestita di bianco
la luce del morire
dietro la tenda riflessa
su una finestra scardinata.

16 giugno 2023

*
da Frammenti dall'inferno

Nella casa dei matti

Non è l'acqua che parla
fuori dal declino del giorno.
Entro nella casa dei matti
cerco papà
e non chiedo ragione.

Insensibile al taglio
profondo degli anni
tu riportami senza parole
tra il fico e l'oleandro
nel cortile dietro casa,
stavolta non sgridarmi
se tolgo di nuovo la ghiaia
per fare un campo di pallone.

26 agosto 2022


da La ginestra sul bordo della strada

Ti porterò con me
fra le sipei
sulle foglie di pesco appena nate
un calmo piede
che raccoglie orizzonti
che cammina sull'acqua
pettinata e immorale.

La tua vena bucata
lontana nel cosmo
si mette di traverso
ti tiene dentro me
si nasconde
nella luce dell'alba

6 gennaio 2023

*
da L'asola dove passa la nostra vita

Minuta la vita
nel cortile azzurro,
nella casa lontana
di un'alba ancora buia
mi ritroverò con te
esile e mirabile intenzione
vicenda trasparente
che mi guiderà nel cammino
là dove la luce
con passi tremanti
si fa meraviglia

4 aprile 2023

*
da La macchina da cucire

Cadono ad uno ad uno
gli eroi di un tempo.
Rimanere là
con il coraggio di perdersi
camminare sull'orlo della vita
l'amicizia nelle mani
tra le ombre dei cartelli.

Con passi affrettati
vasta ci accoglie la sera
per ritrovarci ancora
seduti sul muretto
del nostro arcobaleno

da Il cappotto blu

Camminare
e non sapere dove andare.
Riesco ancora a vedere.
Non conosco il respiro.
I nostri sguardi ondeggiano
in un silenzio
calmo e immenso.

Essere davanti a te
acqua e corpo
terra e sangue
per giungere
a questo rovescio di parole
nell'incanto dell'alba.

Stringo forte il filo,
filo e stelle
per cucire la notte.

15 luglio 2023



Dalla prefazione di Fabrizio Lombardo.
La poesia di Ricci vive di richiami a una tradizione importante, non a caso è Leopardi che apre il dialogo con il lettore; è una tradizione che però riesce, per scelta stilistica, per capacità di dettato dell’autore, a non essere mai soverchiante: è sempre un ipotesto che si muove sottotraccia, che guida il lettore. È materiale di scavo, ma ciò che poi arriva in superficie, sulla pagina, è una poesia che riesce ad essere contemporanea e dialogante. Che cerca il lettore e lo obbliga a restare in ascolto, ad aprire finestre spazio temporali dentro ad un racconto che scorre, che Ricci ci propone in un’orditura fatta di testi e sezioni che si  richiamano con la volontà di portarci ad attraversare luoghi e storie, esperienze che vuole mettere in comune. […] Nel libro, quindi, al piano letterario, si intreccia quello storico e autobiografico, in una sovrapposizione che genera polisemie complesse e incandescenti. […] Il progetto libro, nella sua interezza, credo nasca dall’esigenza di mettere ordine a un viaggio, che a volte è anche naufragio, non solo interiore, che prende avvio da una terra madre per arrivare lontano […] scavando in profondità per diventare, appunto, geologo del noi e di sé. […] La poesia di Ricci si distingue per una densità di dettato, per le immagini potenti che evocano uno stato di transizione, un attraversamento di spazi emotivi e fisici. L’autore sembra voler esplorare le contraddizioni della vita quotidiana, intrecciandole con riflessioni esistenziali più profonde con l’idea di esprimere l’intensità dell’esperienza cercando, attraverso la parola, di diventare strumento di costruzione di una nuova realtà, scavo, forse salvezza o meraviglia. […]


Daniele Ricci (1967) insegna al Liceo classico di Fano. Alla fine del 2022 è uscito il libro di versi Lezione di meraviglia, con prefazione di Marco Ferri (Italic Pequod, premiato e segnalato in numerosi premi letterari, tra cui premio “Poesia Trasimeno – Città della Pieve 2023” e “Premio letterario Città di Grosseto Amori sui generis – V edizione”; Premio Speciale della Giuria al “Premio Antonia Pozzi 2024”; premio Eccellenza al “Premio San Domenichino 2023”; finalista al “Premio Tirinnanzi 2023” e secondo classificato al premio “La poesia che canta – VI Edizione”). Nel 2023 è stata pubblicata dalla casa editrice Dialoghi una silloge di vecchie poesie, scritte tra il 1998 e il 2005, dal titolo Il filo del vento, con nota introduttiva di Andrea Angelucci. Nel 2024 è uscita per Bertoni Editore una nuova edizione riveduta e ampliata di Lontananze, con nota introduttiva di Gianni Iasimone. La macchina da cucire. Geologia del dolore è risultata prima per la cat. “Silloge inedita” al “Premio Switzerland Literary Prize 2023”, è stata segnalata al “Premio Lorenzo Montano 2023” ed è stata finalista al “Premio InediTO – Colline di Torino 2024”.


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