a cura di Antonio Corona
da Le parole del cuore, Mondadori 2023
e non ha suono il canto
tu sei quel nodo sottile che si matassa
ad imbrigliarmi l'anima
*
senz'aria si spegne anche la fiamma più fedele
e non ha suono il canto
da La luna nuda, Travenbooks 2007
nostalgia
vorrei che mi tenesse per mano questa assurda
nostalgia. a piedi nudi, tra petali trasparenti
solcati da impronunciati perché, scorgere tra le
ombre una meta dove posare dopo traguardi
confusi nel sonno di dialoghi franti sul marmo di
un tempo breve. mi guarda la luna e s'allontana
più io m'avvicino, eppure ho calcato invisibili
orme serbando nudi i piedi e puri. tra petali
trasparenti ho cercato risposte.
e sarà pure assurda la nostalgia di questa sera
divenuta notte sarà anche disperata o solo
confusa e gravida di memoria, sarà tutto questo
o nulla forse, ma la sento, mio Dio. mi tormenta
mi fa compagnia mi scava nelle viscere: e sono
conchiglia tiepida creatura che cerca un varco
fino a Te
da Il ruvido mistero, Ancora 2008
et cetera
eccetera eccetera ma intanto sfugge il punto
di partenza la misura il quanto il quale del
problema l'essenza di una nostra breve sosta. un
giorno cancellato un secolo o un battito di ciglia
nell'eccetera ingolfato sommerso liquefatto. e
io qui a ricordare a salvare della sosta in un
punto quella sillaba, la vocale tre volte ripetuta
nell'espressione (et cetera) che vuol dire - e tutte
le altre cose -
da Un'ora perfetta, Aragno 2015
i petali del ciliegio
non tremano i petali del ciliegio né i giovani
steli del grano al futile fatale agitarsi umano, io
tremo per non saper fermare i sogni capire qual
è il capo della storia da dove ripartire l'urgenza
dei doveri la febbre di smuovere il bulbo da cui
innocenti germinare. eppure ancora corteggio il
senso delle cose - l'ho fatta la verticale de mio
peregrinare, memoria per non delirare - mentre
un mondo con furia impudica trasformava
il nulla in parole e crepe si aprivano nella
custodia di un altro mondo gravido di bene.
distratti il dono e il perdono
da Come dire dell'amore, Moretti&Vitali 2019
lontananze
dalla tua lontananza dagli astratti ricami dei tuoi
brevi franti pensieri talvolta una mano che
arranca nel vuoto nello sguardo velato un sorriso
un balbettio agli altri confuso misteriosamente ti
riportano a me
lasciano impronte i tuoi radi pensieri i sorrisi
arcani le tue belle mani che vagano in cerchio
afferrando il nulla (che passa giorno dopo giorno)
stringendo talvolta con tenera forza le mie
trepide incredule dita
sto come una bestiola appesa a un uncino
il mio cuore sopra il tuo cuore
da preghiere imperfette, Moretti&Vitali 2022
III
e come potrei
e come potrei chiamare se non paura l'ombra
che mi sorprende col suo fiato sul limitare della
sera dietro una punta di lontananza viola, una
nostalgia d perla una trasparenza ambigua
solitaria una spina che s'incarna e brucia al
momento ma non fa male tace e
ricompare quando vuole come a rammentare
che nell'ansia del domani c'è una vertigine
una geometria ignota e dolorosa verso l'uscita
necessaria il viaggio di fuoco
la gloria finalmente della luce
Dalle note di FrancaAlaimo
Il ritmo dell’essere insieme
(…) Di fatto, sebbene le parole siano rimaste inalterate, la prima impressione di chi legge è quella di trovarsi di fronte a dei testi nuovi. Il respiro si è accorciato, il rarefatto si è addensato, il silenzio smorzato. Anche la punteggiatura ha scelto la disobbedienza; il punto fermo c’è , ma la frase successiva comincia con una lettera minuscola, come a dire, se nella lettura quella pausa va rispettata, nessuna delle due parole che vengono a trovarsi affiancate può aspirare ad ergersi sull’altra sia pure solo tipograficamente, e, dunque, visivamente. (…)
E’ come se Nadia Scappini avesse deciso, per un improvviso clinamen interiore, di trascinare il proprio universo versificatorio verso una diversa dimensione, sostituendo alle cuspidi della meraviglia, agli squilli della gerarchia, alla singolarità dei versi, alla solennità delle strofe, la più difficile e nascosta delle virtù, che è l’umiltà, intesa – al di là di ogni valenza teologica che pure rimane – alla luce del disvelamento etimologico. (…)
Nadia Maurizia Scappini è nata a Bagno di Romagna nel 1949, attualmente vive a Trento. Dopo l’insegnamento di discipline umanistiche nei Licei di Trieste e Trento, si occupa di promozione culturale, scrittura e critica. Collabora con la pagina culturale di riviste nazionali e cura per il Tquotidiano indipendente del Trentino Alto Adige una rubrica dedicata alla poesia. Presente sul sito di “Italianpoetry”, ha organizzato Convegni e Seminari di studio su Poesia e Mito nonché il Premio di poesia Città di Trento-oltre le mura 2018. Autrice di due romanzi, due saggi e un libro di racconti, per la poesia ha pubblicato Le parole del cuore stampa Mondadori 2003; La luna nuda, Travenbooks 2007; Il ruvido mistero, Ancora 2008; Un’ora perfetta, Aragno 2015; Come dire dell’amore, Moretti&Vitali 2019; La bilancia del cielo, traduzione in inglese, tedesco, spagnolo, russo, cinese del monologo in versi tratto dal romanzo minimo Sonia e il poeta (musicato dal Maestro Daniele Lutterotti per voce violino violoncello) Graphie/Il Vicolo, 2021; preghiere imperfette, Moretti&Vitali, 2022; la plaquette Nu suntem singuri /Non siamo soli, Cosmopoli Bucarest, 2023. Numerosi i riconoscimenti nazionali. Per peQuod pubblica nel 2024 “sul fianco del mattino” nella collana diretta da Luca Pizzolitto e Massimiliano Bardotti.





