a cura di Antonio Corona
DOVE TREMIAMO
Scendi al centro del letto
(con citazione da un libro di Bernhard)
Scendi al centro del letto
hai detto mangio domani
nel fiato come uno spigolo
in questo poco e in te
perduto
passi scarti ma non segni e
l'orologio non segna più ma è ora
non farlo dico
verso una rete che mai tanto ha stretto
eppure non tiene mentre
scrivi W nella polvere, non farlo
risplendi
verso il filo invisibile dicevi
permanenza
allora resti
qui resta
chi prega.
DI PASSAGGIO
Passaggio di un'amica
Provo nelle parole di un'amica
"il lutto della sete".
Come può essere,
come passa nel breve
all'arido lutto e al sogno
dei versi erano invece acque
infinite e io senza me.
RISPOSTE DEI QUADRI APPESI
Quadro 3
Ecco fuori una foglia, con su il carico della pioggia scesa, ina casa una lampada e quattro candele, un fuoco e una foto, un piatto. Ecco il quadro. Con più nero, più nero, chiede il quadro. ma io resisto alle lacrime e penso: se si spegne incontro alla vita l'animale fiaccato sorrido, un cinguettio adombrerà la morte e continuerà da solo. L'hai toccata la terra, hai raccolto il raccolto di un'estate: la gioia dei fiori che oggi secchi trattieni. Forse garofani, o rose. Portali nel quadro.
Mi guardi che cambio con la luce. Ti piace così tanto?
Ti piace come entro ed esco dai tuoi occhi. T'innamori.
Allora tienimi con te in penombra. c'è gioia qui, non
senti? Il mio appassire per sempre, per te. Non temere.
Se il nero in fondo ci aspetta, ci esalta.
ALLA FINE
Cuntra l'aria
Malàcc
séret lé a picà i ciòcc cuntra l'aria
e con voce non vostra non chiedeste
ma vi accolsero comunque
alcuni di noi
e il tempo fece il resto. Il sacrificio
fu togliervi il male. O amore,
cosa puoi fare: qualcosa negli occhi.
E il vento fa più larghi i segni
di prima com'eravamo e poi.
Vento che viene e passa,
venuto da noi.
Sti mèi adès? E fì cusè 'ndumà, pasàda l'aria?
Torneremo all'unica rosa che è stata nostra.
Potrebbe anche chiudersi adesso
il passato e il futuro tornare.
Dalle note di Fabio Pusterla
[…] La parola oscilla tra il dato autobiografico, alluso e mai esibito, e la meditazione sulla storia e sui suoi vinti; e l’intonazione del testo a sua volta sta in equilibrio su un bilico espressivo, ora tendente al picco lirico, all’immagine fascinosa, ora capace del nitore ammirevole di chi non ha più bisogno di maschere e di orpelli. Anche il dichiarato dialogo con autori antichi e moderni offre una felice varietà di stili, capaci però di fondersi in una voce sommessa e piena: Poletti convoca Dante, Petrarca, Leopardi, Primo Levi, De Angelis e molti altri, a seconda dello strumento che maggiormente la musica di un testo richiede e richiama. […]
Cristiano Poletti è nato a Treviglio (Bergamo) nel 1976, si è laureato in Storia e lavora all’Università di Bergamo. Ha scritto due libri di poesia: Porta a ognuno (L’arcolaio 2012) e Temporali (Marcos y Marcos 2019). Autore di saggi, ha inoltre pubblicato: Trovandomi in inviti superflui, in L’attesa e l’ignoto – L’opera multiforme di Dino Buzzati (L’arcolaio 2012); dei poeti, (Carteggi Letterari 2019); Libellula gentile – sulla vita e il lavoro di Fabio Pusterla (Marcos y Marcos 2019). Ha vinto il Premio internazionale Europa in versi (2020) e il Premio Letterario Internazionale Ceppo di Pistoia 2021. Dal 2007 al 2017 ha diretto Trevigliopoesia, festival di poesia e video-poesia. Ama la pittura e il pianoforte.





