a cura di Rosanna Frattaruolo
SBOTTONARMI PAROLA PER PAROLA
I
Parole claudicanti o zoppe
nell’asincronia del labiale
appesa a un gancio in bella mostra una muta
del tempo che non concede
di capire quanto sia
violento
un discorso contromano
oltre il confine del fare
di una casa un nido
e non una macelleria
senza insegna all’ingresso
*
IV
Tappe della via crucis
prima di giungere al Calvario
la flagellazione della salma con la lingua
e il bruciore del sale dei tuoi silenzi
mi sento impotente mentre innalzi la mia croce
e hai lo sguardo di chi stacca la coda a una lucertola
*
VI
Non c’è certezza del carnefice
né della vittima. I tuoi fantasmi
s’addizionano ai miei
e facciamo matematica.
Contare sulle proprie dita
per non moltiplicare le reazioni
è un gioco di bilanciamenti e soluzioni.
In chimica la massima pressione
esplode in una fuga.
INTRAPPOLATA A SPICCHI
Se mi muovo piano non scricchiolo
e non mi prudono i piedi.
Il tuo sopracciglio, il mento, un polpaccio,
se ti smonto non arretro.
Per tornare mia da capo a piedi
avanzo a piccoli passi,
e mi schiaccio lungo le pareti.
Quindici grammi di mandorle
masticate con cura una ad una,
tre tazze di tisana alla curcuma,
un’ora e mezzo di allenamento,
conto ogni giorno e se cado
o mi volto
ricomincio.
*
Sono tutta occhi e guardo
ma non lì dove fa più male
dove il disuso ha gonfiato i muri
dove ratti e scarafaggi fanno tana.
Affermo di essere pronta
a fare il cambio degli armadi
mentre fuori piovono foglie
e eplodono i colori
io fantastico farfalle
*
V
Strappare una promessa
all’erba quando i rospi
tornano in giardino.
Apprendere dal prato
una semantica a scenari
le ossessioni sono insetti
accartocciate dentro i rospi.
RIBILANCIARE PER SOTTRAZIONE
Ai primi freddi del mattino
quando l’alba infiamma, mi arrendo
alla giacca sulle maniche corte
alle scarpe chiuse, alla cura.
Ho imparato a potare le rose
portare aria al fusto
godere del giallo pastoso,
sostengo l’appassire
senza sentire la morte
coltivo la speranza del bocciolo
la delicatezza dello stare accanto
Dalla prefazione al libro di Giovanna Rosadini.
È un io lirico che cerca una definizione quello che si affaccia nei versi di Elisa Longo, una voce che si “sbottona parola per parola” nella grana dei testi, partendo dal ricordo lontano e preverbale del pane cotto in forno dalla nonna, l’idea di ritmo già presente nell’immagine della processione sull’asse di legno delle forme cotte, “il segno della croce sulla crosta” come un sigillo di sacralità impressa, ma anche il marchio di un dolore (“uno squarcio”) che percorre tutta la breve ma intensa ed affilata silloge dell’autrice. […] La struttura tripartita del corpus disegna un percorso
incentrato sull’aspetto relazionale dell’esistenza. All’inizio vengono indagati i rapporti interpersonali mettendone in luce la complessità e sostanziale arbitrarietà (“L’alito imbottigliato a morte / abbocca al fiato del primo venuto / (pur di prendere aria”; “Su qualcosa dobbiamo avere controllo / intuirne l’ora esatta della fine”), e puntando a stanarne la natura conflittuale e manipolatoria (“di un passerotto facevi un T-rex”; “gli omissis hanno buona mira”). Successivamente prende forma un dialogo-radiografia con un sé disperso che fatica a trovarsi […] Gli ultimi testi della sezione eponima arrivano infine al cuore della poetica dell’autrice, che si “vede vedersi” nel quadro di una natura (per quanto comune, quasi domestica) che diventa protagonista, con i suoi cicli e le presenze angeliche degli animali che la abitano, quella natura che dispensa la lezione sottintesa all’esistenza: “(sostengo l’appassire/senza sentire la morte/coltivo la speranza del bocciolo/la delicatezza dello stare accanto”), aprendosi ad una dimensione di mistero (“ribilanciare per sottrazione/un umano e l’invisibile”) e soprattutto alla possibilità di rigenerarsi imparando (significativamente da un animale, un gatto) la grammatica di un amore che si declina in modo diverso […].
Elisa Longo è nata a Tradate (Va) , autrice e narratrice si occupa di scrittura. Si è laureata in lingue e letterature straniere presso l’Università Cattolica di Milano ed è
specializzata in giornalismo e comunicazioni sociali. Ha collaborato con quotidiani e periodici partendo dal settore musicale. È impegnata nel sociale e per la parità di genere.
Ha organizzato cicli di divulgazione di poesia e intersemiotica tra le arti sperimentando e testando i mezzi di comunicazione della nostra contemporaneità. Lavora in editoria. Tra le sue pubblicazioni in poesia: Buttate la poesia tra le gambe di una donna che passeggia (IQdB, 2018, traduzione in inglese nel 2019), Ho sbagliato tutto perché lo vedevo con i miei occhi (IQdB, 2020), Poesie inedite-La doppia lievitazione del pane (Atelier-Ladolfi, 2022). Bestianime contenuto in La Terra inesplorata delle donne (Dalia edizioni, a cura di Sara Durantini), Ribilanciare per sottrazione (Samuele Editore, 2023). Ha inoltre pubblicato il libro di racconti Come se qualcuno vi vedesse nudi (IQdB, 2018).





