a cura di Rosanna Frattaruolo
Attesa
Ho il cuore nelle mani
il petto vuoto
si fa antro gotico
come navata
d’antica cattedrale
L’eco di passi risuona
tra le costole orfane
una fioca luce
ne disegna le curvature
Avanzo in silenzio
in me stesso
cercando sacrilego altare
su cui poggiare
ciò che resta di un battito
Dal fondo una risata di bimbo
annulla ilsilenzio
Non sanguino più
seduto sulle pietre
attendo il mio io che fu
*
Sacrilega poesia
È tutta lì
quella poesia sacrilega
incastrata tra la gola e una lacrima
come un rigurgito
una bestemmia trattenuta
una carezza
inutilmente attesa
*
Nel nome del Padre
Ho frantumato
tutti i tuoi nomi
tra i denti e la notte
Li ho modellati
con sabbia e sale
poi li ho uccisi
Prefazione al libro di Maria Guerriero. […] La componente autobiografica è predominante e disarmante: figlio di un’ingenuità materna, non riconosciuto da entrambi i genitori e quindi, abbandonato fino ai due anni, rinchiuso in brefotrofio, successivamente confinato in diversi istituti religiosi, dove vessazioni psicofisiche e privazioni, accompagnano rituali educativi rigidi e discutibili. La resiliente personalità dell’autore quindi, cresce nel bisogno di sublimare quel sentimento di amore violato e così desiderato. […] Restano memorie incise nella carne ancor più che nell’anima, compagne mascherate del quotidiano che spesso e inaspettatamente si trasformano in nemiche urenti a cui far fronte con la poesia, cancellando con la parola ogni timore, poiché solo mantenendo vivo il ricordo del passato, l’Autore prende coscienza del futuro, ridando dignità a tutti coloro che “prematuramente” conclusero quel cammino.
Raffaello Corti nasce a Bergamo l’11 Settembre 1960.
Trascorre un’infanzia precaria e complessa, passando dal brefotrofio ad affidamenti famigliari ed istituti diversi; al compimento del 13° anno di età interrompe gli studi per non essere costretto ad un ulteriore internamento in Istituto ed affronta il mondo del lavoro come apprendista tipografo e, successivamente, come apprendista meccanico.
Negli anni nascono le passioni per la letteratura, la poesia, l’arte, la musica e la fotografia, nonché un impegno politico attivo sino all’inizio degli anni ‘90.
Inizia a scrivere poesie nel 1976 da autodidatta: – sono componimenti di stampo prettamente sociale e politico, versi liberi e descrittivi di una utopia tipica di quegli anni – contemporaneamente collabora come fotografo free lance con il Giornale di Bergamo.
Dopo il servizio militare inizia un percorso professionale che lo porterà a viaggiare per 25 anni in diversi Paesi (Polonia, Paesi Scandinavi, Africa settentrionale, Sud America, Malesia e paesi confinanti). La sua produzione di poesie e racconti si arricchisce attraverso le emozioni suscitate dalle realtà di miseria e disperazione incontrate nei diversi Paesi; si approfondisce sensibilmente per l’intensa analisi personale che indaga in modo capillare le tracce lasciate dalla sua difficile infanzia, ben descritta nel suo libro Nomen Nescio n° 55 edito da Arduino Sacco Editore nel 2011, vincitore di diversi riconoscimenti e da cui è stato tratto uno spettacolo teatrale.
Ad oggi ha pubblicato oltre 10 sillogi di poesie con diversi editori e collabora con il web magazine MAT2020 e con la rivista di poesia TAM TAM, oltre che con artisti di arte contemporanea per la stesura di testi e poesie in accompagnamento agli eventi culturali.





