a cura di Rosanna Frattaruolo
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la poesia è ancora praticabile, probabilmente: io me la pratico, lo vedi,
in ogni caso, praticamente così:
con questa poesia molto quotidiana (e molto
da quotidiano, proprio): e questa poesia molto giornaliera (e molto giornalistica,
anche, se vuoi) è più chiara, poi, di quell'articolo di Fortini che chiacchiera
della chiarezza degli articoli dei giornali, se hai visto il “Corriere” dell'11,
lunedì, e che ha per titolo, appunto, “perché è difficile scrivere chiaro” (e che
dice persino, ahimè, che la chiarezza è come la verginità e la gioventù): (e che
bisogna perderle, pare, per trovarle (e che io dico, guarda, che è molto meglio
perderle che trovarle, in fondo):
perché io sogno di sprofondarmi a testa prima,
ormai, dentro un assoluto animato (oggi, che ho perduto tutto, o quasi): (e
questo significa, credo, nel profondo, che sogno assolutamente di morire,
questa volta, lo sai:
oggi il mio stile e non avere stile:

Edoardo Sanguineti Mikrokosmos Poesie 1951-2004, Universale economica Feltrinelli
In copertina, Segnalibro illustrato: intervento fotografico di Rosanna Frattaruolo su Les frères, Paris 1934 di Robert Doisneau, mostra presso Camera Torino, 2022
Edoardo Sanguineti (1930-2010) è stato uno dei protagonisti delle neoavanguardie del secondo Novecento. Poeta, drammaturgo, critico letterario, traduttore e saggista, è stato tra i membri fondatori del Gruppo 63 e professore di Letteratura italiana nella facoltà di Lettere delle Università di Torino, Salerno e Genova. Artista polivalente, ha lavorato con diversi pittori, da Enrico Baj a Carol Rama, Mario Persico, Lucio Del Pezzo, da Guido Biasi ad Antonio Bueno, e con musicisti come Luciano Berio, Vinko Globokar, Andrea Liberovici.
Coscienza critica del nostro tempo, artificiere del linguaggio e formidabile poeta della provocazione e del gioco, è stato anche attivo nella vita politica locale, come consigliere comunale a Genova, e nazionale, come deputato dal 1979 al 1983.





