
PERDITE di Bartolomeo Bellanova (puntoacapo Collezione Letteraria, 2022) è una silloge poetica con prefazione di Maria Luisa Vezzali, suddivisa in tre sezioni contenenti quarantaquattro poesie più un prologo. Leggere e conoscere Bellanova è un vero e proprio viaggio che non dovrebbe esulare dal passato, dalla lettura delle sue precedenti opere: tappa importante nella comprensione del suo “sentire poetico”. Certamente è opinione soggettiva, ma l’attenzione che questo poeta pone nei confronti dell’ambiente e di tutte le cose che circondano l’essere umano, è peculiare. Se l’osservazione attenta è caratteristica intrinseca del poeta, non altrettanta scontata è la sensibilità per gli oggetti che ci circondano (strade, case, porticati, ponti e fabbricati) così come le persone nel loro contesto ambientale: difficile per Bellanova scindere la bellezza terreste dalla sua popolazione.
Ma addentriamoci in PERDITE, in ciò che perdiamo, rischiamo di o che forse abbiamo già perso? La raccolta si apre con un prologo che funge quasi da introduzione stessa, tanta è la sua forza e schiettezza d’intenti, dove “questo incessante martellare del mondo”…deve fare in qualche modo spazio “alle “parole infestanti” – allo “sfasciume”. Deragliare e disertare divengono due verbi principali coi quali scontrarsi e che ci fanno comprendere come “la parola” sia ancora e nonostante tutto, strumento necessario di vita e di miracoli comunicativi.
In – Sezione I – temi dolorosi, forti e toccanti ci introducono nell’opera. La Terra, la vecchiaia, lo scorrere inesorabile del tempo, i luoghi indimenticabili del dolore, la morte e gli ospedali, la Trinità, esiste? Bellanova cerca nella nostra “forma” alcune risposte, cosa siamo veramente, il nostro mistero qual è? “Circoncidere il mistero” dice. Forse è proprio questo il compito del poeta, il suo obiettivo in queste perdite irrazionali che ci sfuggono dalla volontà delle mani e dei pensieri.
Nelle due ultime sezioni, l’autore si adagia e con maggiore pacatezza descrive, sente, racconta. Ha paura, si spoglia delle illusioni ed entra in maggior contatto con la Natura di cui si sente parte integrante. Tuttavia nel suo vagare tra boschi o volteggiare nei cieli, non si scorda della città e del ferro, del cemento, delle rotaie. Le “diramazioni” di cui ci aveva parlato (Diramazioni, Ed. Ensemble, 2021) ritornano a ricordarci il perché della civiltà, a spronarci nell’osservare il progresso. Anche gli allevamenti intensivi vengono citati perché niente di tutto quello fatto e costruito dall’uomo è vano, ma deve avere un giusto senso di equilibrio. È la terza sezione, che chiude, certamente quella più appassionata e sentimentale, di speranza. Le perdite diventano perdite umane. Si percepisce l’assenza e la mancanza di qualcuno d’importante, una persona e la voce ritorna ad essere mezzo di comunicazione imprescindibile. Un bellissimo gioco di parole e significati ci aspetta in “volume”, come un saluto, un arrivederci pieno di vita e di speranza. Una carezza nostalgica dell’anima, il Bellanova uomo – appare in tutta la sua sensibilità e ci saluta quasi a volerci dire – vi ho parlato di tutto, ora tocca a voi.
Nota di lettura a cura di Antonio Corona.
Estratti da PERDITE
La risma
Il buio è luce di altro colore
la morte è vita di altro spessore.
Cambia la grammatura della carta
si assottiglia, assume le forme del vento
la nostra storia scritta
con l’inchiostro simpatico
della luce.
***
Falso indizio
Quando tra migliaia di anni
silenziosi robot asessuati
scaveranno sotto a decine di metri
di fogliame e liquame,
tra pezzi di viadotti o tralicci
ci troveranno abbracciati,
marmorizzati fossili a spirale,
umane ammoniti da collezione
a attribuiranno all’eccesso d’amore
la causa della nostra estinzione.
Bartolomeo Bellanova – Nasce a Bologna nel 1965, ha pubblicato i romanzi: La fuga e il risveglio (Albatros Il Filo, 2009), Ogni lacrima è degna (In.Edit, 2012), La storia scartata (Terre d’Ulivi 2018). Come sillogi poetiche: A perdicuore – Versi Scomposti e liberati (David and Matthaus, 2015), Gocce insorgenti (Terre d’Ulivi 2017) e Diramazioni (Ensemble, 2021). Fa parte della redazione della rivista culturale lamacchinasognante.com.




