a cura di Rosanna Frattaruolo
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Investitura
convengono come a un appuntamento
gli alberi a questo gomito di fiume
puntuali al tramonto, hanno risposto
anche oggi a una sorta di chiamata
che da secoli si ripete; e a margine
della loro assemblea, io sono ammesso
a quella cerimonia così intima
a cui essi presiedono compunti.
E il sole li incorona, li proclama
ciascuno re, li investe di un diadema
di fiamme bianche sui rami più alti:
il sole che ogni membro che compone
la vostra milizia, alberi, consacra
vassallo della potenza sovrana
su tutto ciò che metta e perda le foglie

Quando gli alberi erano miei fratelli di Guglielmo Aprile, Tabula Fati edizioni, 2024
In copertina, segnalibro illustrato: Nascita di Orco ed Elefantessa, 1980, di Luigi Mainolfi, ph. R. Frattaruolo, Reggia di Venaria, mostra "Una infinita bellezzaIl Paesaggio in Italia dalla pittura romantica all’arte contemporanea", 2021.
Guglielmo Aprile è nato a Napoli nel 1978. Attualmente vive ad Ischia, dove si è trasferito per lavoro. È stato autore di alcune raccolte di poesia, tra le quali Il dio che vaga col vento (Puntoacapo Editrice, 2008), Nessun mattino sarà mai l’ultimo (Zone, 2008), L’assedio di Famagosta (Lietocolle, 2015); Il talento dell’equilibrista (Ladolfi, 2018); Elleboro (Terra d’ulivi, 2019); Il giardiniere cieco (Transeuropa, 2019); Falò di carnevale (Fara, opera 1ª classificata al concorso Narrapoetando 2021); Il sentiero del polline (Kanaga, opera 1ª classificata al premio “Arcore” 2021); Thanatophobia (Progetto Cultura, opera 1ª classificata al premio “Mangiaparole” 2021); per la saggistica, ha collaborato con alcune riviste con studi su D’Annunzio, Luzi, Boccaccio e Marino, oltre che sulla poesia del Novecento.




