a cura di Rosanna Frattaruolo
da Uno
C'è della nerezza nell'orlo
dell'aria e si soffre
la terra ferma
ma sempre con garbo
si annaspa
nell'altrove di sé
e davanti alle cose
cominciare dal silenzio
degli angoli più lontani
*
È una fenditura
piena di tremiti
la sorte
angusta e invadente
da qui fino a lontano
in questa vicenda di lupi
è il punto
a fare la vacanza
**
da Due
Come il fiato esatto dal peso
come tu quando piano albeggi
*
Largo come un endecasillabo
sorto sei come dall'albero antico
la radice quando irrompe nel suolo
e la strada invade di nodi forti
con quel dilagare che punta in alto
ogni volta nuovo fai meraviglia
**
da Tre
In questo incessante già accaduto
che sterminato si dilata
le moltitudini di fiato
imparo per negazione
e moltissimo
con te discorro
nel poco a poco in rovina
*
Da sponda a sponda in cento parole
Si passa a guado, da sponda a sponda, la vita. E sempre annichilisce, quando incidentalmente ti guardi da fuori, dentro questo ripetuto andare e tornare, anonimi fra anonimi in un insistito fluire di passi perduti nella deriva della corrente dove si va storditi come per luoghi che mai si fermano mai chiudono, quasi ogni cosa avesse nel volto contingenza di stazione, aeroporto, ospedale, così folgorante nella fragilità. Senza contezza, si va, voltandosi appena, come per luoghi che poi di colpo si fanno destinazione ultima di pietra in un sempre che diventa per sempre per uno schiocco di dita del caso.
**
da Quattro
Mi sgrano i segni e il senso
sul limitare della cenere
concentrica me ne sto
mi setaccio il pianto e il pane
dovendomi vivere
mi sorrido fra le fughe
del tuo esistermi
in azzurre risonanze di grigio
e ringrazio ogni cielo
Cettina Caliò, è nata a Catania nel 1973. Scrive poesia e prosa. Traduce dal francese. Cura libri. Ha pubblicato: Poesie (1995), L’affanno dei verbi servili (2005), Tra il condizionale e l’indicativo (2007), Sulla cruda pelle (2012), La forma detenuta (2018), Di tu in noi (La nave di Teseo 2021).





