a cura di Antonio Corona
RITA PACILIO
Il mio lavoro è amare
Il mio lavoro è amare
amare l'umanità anziché gli uomini,
il linguaggio dell'alba, la contraddizione,
le domande fino alla radice dei capelli.
Pratico l'infinito felice dei bambini
al di là di tutti i luoghi nel terrore.
Amo in silenzio i sogni ridotti in ossa
sotto le divise e le scarpe larghe
dei ragazzini chiamati in lotta
mentre il mio cuore sbanda
e rivendica a caro prezzo il perdono.
*
SERGIO GALLO
Paraloup
Più non si sale alla borgata Paraloup
a patire il freddo e la fame, a rischiare
di morire combattendo per un ideale.
Il nemico s’è fatto più sottile:
s’annida in noi, come morbo s’insinua
tra i dedali della società civile.
Restaurare la culla della Resistenza,
rinnovare la memoria delle bande partigiane
di Duccio, Livio, Nuto, Italo, Leo?
Non c’è più sete di giustizia, né di libertà.
Per quante forme di resistenza
possiamo mettere in atto, testimoni siamo
d’una Caporetto degli spiriti.
Armi o libri per ricominciare?
- da Beccodilepre, puntoacapo 2018.
*
IVANO MUGNAINI
Nel vetro opaco
L'oscurità, il nulla, non sento i droni,
le vite spezzate senza neppure
il rimorso di un tasto da premere.
Nel vetro opaco la ruga di sbieco
disegna discrimini tra bianco e nero;
la testa china della gente dice
"E' la vita, non è colpa mia".
Ho perfezionato la tecnica,
so restare immobile, ora. Ci sono,
e non ci sono più. Sono il tutto,
nell'atto di essere niente.
*
ALFONSO LENTINI
Lezioni di storia
quando ancora nel mondo le truppe del mondo
violentavano le donne del mondo in nome
della libertà del mondo e bombardavano il petrolio
nemico in nome dell'uguaglianza del mondo
quando ancora nel mondo si partiva in torpedone
per il tour del mondo e si tornava stremati dopo aver adocchiato
i pennacchi del grattacielo più alto del mondo
quando il mondo ancora scriveva in corsivo su un foglio a quadretti
che presto non ci sarebbe stato più il mondo
quando il mondo era mondo
Premessa introduttiva a cura di Nadia Cavalera.
La mia prima Chiamata contro le armi risale al 1999, in occasione della guerra del Kosovo, e quando con Edoardo Sanguinetti pubblicavo la rivista Bolletario. L’ho ripetuta nel 2002, sempre sulla stessa rivista con la raccolta No alla guerra sempre e comunque.
La rinnovo oggi con Appello, il testo qui accluso, scritto a caldo per un intervento di Papa Francesco . Forse non servirà a niente, ma la spinta a provarci è ineludibile. Dobbiamo tentare, cercare di smuovere le coscienze, obnubilate dalle passerelle infinite dei guerrafondai sui media e nei talk show. Facciamo sapere che la verità è più complessa di quel che appare; che, a partire da papa Francesco, i pacefondai ci sono, e sono anche la maggioranza. Pretendiamo che i Governi seguano finalmente la loro volontà di concordia totale. Si può fare, si faccia. Largo seriamente, e con convinzione, alle trattative.
Così il 19 aprile invitavo conoscenti e amici su Facebook […]





