a cura di Rosanna Frattaruolo
5000 metri per non respirare. la montagna che c'è. vecchie paia di
sci dal taglio superato e maglioni natalizi occidentali. sci troppo
lunghi e squadrati. Alta quota di dolore dopo qualche giorno.
dove neve non c'è. Natali anni '80. il vecchio guardiano ci arriva
una volta per mese. Gambe troppo corte per sci troppo larghi.
non tagliano la neve già più. qualche giorno almeno per imparare
a respirare il cervello. ma la neve non c'è. adattarsi all'altimetria,
masticare foglia di coca, mischiare l'impasto alla polvere. bere
mate, fumare, lungo rituale sciare, sulla neve non c'è delle Ande.
avamposto della nostalgia e di neve non c'è
L'ultima neve della stagione
ma forse la primavera millanta
di pulire l'aria da polveri...
solleverete maschere
come in quel Settembre del '43
tra busti del Duce abbattuti
e Fasci di marmo picconati.
Arrivato il vostro mese
- per lei strani ricordi -
con il tepore di cieli mutati,
nubi bucate nei baci al parco.
Non era più luogo di studi,
di concorsi ma capelli mescolati
a nuovi germogli di foglie.
Nei vicoli raccontano di voci...
di suore senza pace, fanciulle trucidate
per un amore adultero e il suo sguardo
in divisa lo sentirai sempre su quei passi.
Un secolo dopo vento di cannoni al confine
- una Rivoluzione mancata, droni
di guerre cybernetiche all'orizzonte.
[...]
Avrai un altro amico da vedere,
non lo ritroverai in un automa,
memoria affievolita nel profumo
di sfoglia sulle scale:
per lei accenderai quel cero,
antico gesto nella preghiera di un teschio,
un bacio da dare come l'ultimo
di quei ragazzi sotto un cielo di missili.
Non ci siamo poi mossi di tanto
dalla rivoluzione industriale
spostate forse le cose
ma la cultura
non serve che a renderci lieve il dolore
Un Marzo così gelido
non accadeva da decenni
- così recitano ogni anno -
ma presto scoppierà il caldo:
lei lo attende da mesi
sul biancore del viso.
L'odore di melanzane fuori stagione
è quasi un bacio d'estate
nelle vostre domeniche d'antan.
Quel ragazzo... soldato
- potrebbe essere tuo figlio -
un messaggio su Telegram dal fronte:
non così diverso dai ragazzi del '99
[...]
Quante falangi in questo maggio fradìccio
come un inizio caldo
pre-torrenziale asfissiante
e poi pioggia fitta e gradi
di nuovo bassi e amuleto
contro l'aridità del tempo
il clima di ostilità che circonda
l'odore di diossina che esala
i primi schizzi di un temporale
[...]
Una tovaglia di foglie
apparecchia l'autunno:
non sarà un po' di pioggia
a riportare indietro stagioni
e la neve una previsione
divenuta chimera.
Consumate il vostro amore
prima di sera, a cadenza fissa
di penombra e viali ovattati
di rumori e sirene.
Tornerai giù in un giorno di Malacqua
e ti parrà sempre di scorgere sagome
di demoni tra i vicoli;
sordide suggestioni di taverne
e lupanari quando per Michelangelo
arrivare a notte una scommessa ai dadi.
Quei fratelli non immaginarono
sarebbe stato l'ultimo Natale
di cappelletti fumanti e buoni propositi:
pochi giorni e tutto finito tra gli spari
di un poligono coi suoi martiri
[...]
Giuseppe Andrea Liberti, estratto da Avviso ai Naufraganti, postfazione al libro
[…] Ecco, la guerra. Non c’è evento che certifichi più di ogni altro il naufragio dell’umanità. Guerre di ieri e di oggi segnano le poesie del libro, e oggi come ieri dagli scenari disastrati trapelano squarci di convivenza civile, o semplici manifestazioni di affetto: «sotto un cielo di missili» (Partito con ancora il gelo… v. 22) si scambiano baci e gesti d’amore […].
Simili sollecitazioni non possono che produrre conseguenze nel corpo delle parole […]
i Naufraganti sono gli stessi antenati resistenti, dopo che i rapporti di forza si sono riequilibrati a favore di potenze che offendono, sperequano su corpi e ambiente, annientano l’esistente. a scandire le loro giornate è il calendario impazzito del cambiamento climatico, altro partecipe dell’apocalisse a bassa intensità in cui siamo finiti se è vero che «Basta un po’ di cielo nero / a colorare allerte e nubifragi / alle porte cancelleranno civiltà» […]. Eppure non è tutto perduto. Non ancora almeno. […] Si tratta di correre alle scialuppe: ricordando che, per raggiungere la riva, bisogna remare tutti assieme.
Luca Ariano (Mortara, 1979) vive a Parma. Di poesia ha pubblicato: Bagliori crepuscolari nel buio (Cardano 1999), Bitume d’intorno (Edizioni del Bradipo 2005), Contratto a termine (Farepoesia 2010, Qudu 2018) oltre a testi presenti in varie antologie. Ha curato Vicino alle nubi sulla montagna crollata (Campanotto 2008) e Pro/Testo (Fara 2009). Nel 2012 per le Edizioni d’If è uscito il poemetto I Resistenti, scritto con Carmine De Falco, tra i vincitori del Premio Russo – Mazzacurati. Nel 2014 per Prospero Editore ha pubblicato l’e-book La Renault di Aldo Moro con una prefazione di Guido Mattia Gallerani.
È redattore di “Atelier” e di “Versante Ripido”. Dirige per Bertoni la collana di poesia PoesiaLab. Organizza numerosi eventi a Parma. Sue poesie sono tradotte in francese, spagnolo e rumeno.
Carmine De Falco, esperto di comunicazione digitale, lavora come webmaster per l’Agenzia dell’Unione Europea per l’Asilo a Malta. Ha pubblicato le raccolte Linkami l’immagine (Fara 2006), Loop Vernissage (in Specchio poetico – Fara 2007), Italian Day (Kolibris 2009), I Resistenti, scritta a quattro mani con Luca Ariano (edizioni d’If 2012), Città bianca (in Zenit poesia – La Vita Felice 2015) e Meduse di Dohrn (Bertoni editore 2020).
Suoi testi sono presenti in numerose antologie, blog e riviste letterarie.





